PESCA IN APNEA IN VENEZUELA
PESCA IN APNEA IN VENEZUELA AI CARAIBI CON CARLOS GARCIA
Situato a sud est del mare dei caraibi e nella parte settentrionale dell’America Latina, con oltre 900km di costa marittima il mio Paese è un paradiso per la pesca in apnea!!! Essendo una nazione caraibica, in Venezuela l’estate dura praticamente un anno intero. La temperatura dell’acqua infatti oscilla tra i 22 e i 30 gradi e la visibilità è generalmente di 10/15 metri, perciò è possibile pescare tutto l’anno. In Venezuela c’è una gran varietà di pesci e la sua morfologia permette di pescare sia sotto costa che nel blu. Nel primo caso sono frequenti gli incontri con cernie e snappers oltre che alle specie tipiche del reef come i barracuda e i carangidi. I pesci piu comuni in questi fondali sono Permits, Pompanos, Jacks e Cobias. I tarpons e gli snooks poi danno un valore aggiunto alla tua battuta. Quando si pesca nel blu invece si possono catturare Marlins, Pesci vela, Tonni, Wahoos, kingfish e mahis (lampughe).
Qui occorre pescare con fucili potenti di almeno un metro di lunghezza ed equipaggiati con almeno un’asta da 7mm e due elastici; questo almeno è in media ciò che si usa per la pesca nel reef. Per la pesca nel blu invece occorre un fucile di almeno110cm equipaggiato come sopra ma collegato questa volta ad una boa con sagola sufficiente per affrontare il pesce che ti aspetti di trovare.
In queste acque si puòusareuna muta da 3 mm in tutte le stagioni. Sul reef si può pescare da 0 a 40 metri sia lungo la costa che intorno alle isole. E in queste acque i grossi pesci possono avvicinarsi sotto costa creando un’occasione propizia per i pescatori che si trovano nel posto giusto al momento giusto..ovviamente non è la regola! La legge locale impone il possesso di una licenza per praticare questo sport e vieta come negli altri paesi di pescare in AMP o parchi naturali. Se volete avere un’idea di cosa vi riservano le acque venezuelane, potete visitare il sito www.inmersionvenezuela.com e dare un’occhiata alle gallerie. In più bisogna sapere che nelle acque del Venezuela vivono pesci da record mondiale! Ecco qualche esempio tra le mie catture:
64 kg Black Grouper 54 kg Cubbera Snapper 49 kg Cobia 37 kg Yellow mouth grouper 32 kg great Barracuda 21 kg yellow fin grouper 13 kg mutton snapper
E' molto frequente condividere i posti di pesca con gigantesche mante, squali balena, tartarughe e delfini. Gli squali appaiono di rado e non costituiscono un pericolo! Devi solo essere attento in caso di acqua torbida a maneggiare il pesce sparato in modo da non essere scambiati per qualcosa di commestibile! Anche se la pesca in apnea può essere svolta tutto l’anno le stagioni migliori variano a seconda del tipo di preda:
Da maggio ad agosto per gli Snappers,
Da ottobre a febbraio per le Cernie,
Da ottobre a dicembre per i Wahoo,
Da marzo ad aprile per qualsiasi pesce.
Questo periodo è molto favorevole per la pesca a causa di un fenomeno naturale che qui chiamano “TURBIO” e che significa torbido. Si tratta di zone di acqua verde che arrivano da est e che trasportano le acque del fiume Orinoco. Esse contengono una specie di “Dinoflagellata”, la cui crescita è favorita dall’arrivo della corrente fredda del nord. Quest’acqua verde e nutriente per i pesci ne aggrega in quantità e di specie diverse lungo le coste a est e intorno alle isole…in altre parole “il circo arriva in città”! Chi è Carlos Garcia? Mi chiamo Carlos Garcia e pesco da quando avevo 7 anni. Attualmente vivo sull’isola Margarita e sono tra i pochi fortunati che possono andare a pesca 4-5 volte alla settimana. Sono stato un agonista e membro per 16 anni della squadra venezuelana dal 1990 al 2006. Ho partecipato a 6 campionati del mondo, 6 campionati Pan-Americani e 2 Coppe America, ottenendo il titolo Pan-americano nel 1995 e il primo posto a squadre nel 1993 alla Coppa America ed infine sono stato 3 volte campione nazionale venezuelano. Possiedo l’azienda Inmersion che organizza tour di pesca in apnea che hanno visto la partecipazione di campioni come Pedro Carbonell (3 volte campione del mondo), Alberto March e Joseba Kerejeta (campioni del mondo) e tanti altri…
CARLOS ORESTE GARCIA
PESCA IN APNEA IN TOSCANA
PESCA IN APNEA IN TOSCANA ALL'ISOLA DEL GIGLIO CON JACOPO E TIZIANA
Qual è la vostra filosofia di pesca? Entrambi amiamo la pesca in acqua libera alla ricerca di grandi prede. Viviamo questa passione come un vero e proprio stile di vita, chiamarla sport non ci piace, non amiamo il mondo delle gare che vuole riportare il confronto tra uomo e uomo, snaturando, secondo noi, la vera essenza dell’ andare in Mare per cacciare in Apnea.
In quali zone pescate abitualmente?
Quali tecniche di pesca preferite? Peschiamo quasi esclusivamente in acqua libera, soprattutto all’aspetto e all’agguato, sia in profondità che in acqua bassa. L’ uso di tali tecniche ci permette la cattura di cernie dentici e ricciole, le nostre prede predilette.
Che tipo di fondali trovate all’ Isola del Giglio? Quasi esclusivamente fondali granitici che si articolano in molteplici tipologie: franate di massi che sprofondano anche oltre 30 metri, enormi monoliti rocciosi poggiati sulla sabbia, o qualche secca al largo della costa. Ci sono poi le praterie di posidonia che in alcuni punti si alternano a rocce e vi si possono trovare branchi di dentici o qualche grossa cernia bruna.
E' spesso torbida l'acqua o c'è buona visibilità? Dipende dal periodo dell’anno, in genere la visibilità è molto buona, ma non sempre, in primavera se ci sono piogge abbondanti l’acqua può essere torbida arrivando anche a “soli” 3-4 metri di visibilità (che sono comunque tanti rispetto a molte zone costiere del centro Italia) successivamente, in estate, la visibilità migliora progressivamente fino ad arrivare anche ad oltre 30 metri in autunno, per poi ridiminuire con l’ arrivo delle prime perturbazioni invernali.
Ci sono correnti o altri agenti che limitano l'esercizio della pesca e se si quali? Ci sono spesso forti correnti ed è necessario valutare bene la loro intensità per poter pescare in sicurezza. Tuttavia i fattori più limitanti sono i venti: se spira un forte grecale o scirocco, spesso non è possibile uscire dal porto in gommone e, se si vuole pescare, è necessario entrare in acqua da terra; la costa è molto frastagliata e anche in condizioni di mare molto mosso si trovano sempre dei punti da cui poter immergersi.
Che tipo di clima ci dobbiamo aspettare in quella zona e quali stagioni sono più indicate per la pesca? Il clima è mediterraneo, anche se negli ultimi anni l’avvicendarsi delle stagioni è stato sempre meno regolare, passando spesso da giornate temperate e calde a periodi molto più freschi. In genere da giugno ad ottobre inoltrato si può pescare usando una muta da cinque millimetri e la temperatura superficiale dell’ acqua durante tale periodo può variare dai 16-17 ai 24 gradi; questo è anche il periodo migliore per trovare tutti i tipi di prede che frequentano i nostri fondali.
Che tipo di prede sono più comuni li dove pescate voi? La preda più ambita è sicuramente il dentice, ma si possono trovare anche cernie, ricciole e barracuda, oltre ai saraghi e alle corvine, sono invece molto rari gli incontri con le spigole e le orate.
Che abitudini hanno, vivono in profondità, sotto costa o al largo ?
In genere pesci come saraghi, cefali e qualche barracuda si possono trovare anche in poca acqua, diciamo entro 8-10 metri, mentre per le altre specie è necessario spingersi più giù, difficilmente potremo catturare cernie o dentici a meno di 15-18 metri di fondo. Per parlare di dentici infatti si deve fare qualche premessa: sono pesci estremamente diffidenti e che generalmente vivono a profondità superiori ai 20 metri, la loro cattura richiede quindi ottime capacità apneistiche e abilità nella caccia, la tecnica migliore per catturarli è sicuramente l’ aspetto condotto nei punti frequentati dai branchi e in orari in cui il sole non sia troppo alto, altrimenti farli avvicinare a tiro diventa veramente difficilissimo. I periodi migliori per la cattura del dentice da noi sono la primavera e l’ autunno, mentre in inverno questi pesci sono quasi assenti, in piena estate ci sono, ma c’è anche molto disturbo dovuto al turismo, inoltre spesso il forte termoclino non facilita la loro cattura.
Ci pare di capire che la profondità non vi spaventa, quali sono le vostre quote massime di pesca? Jacopo:La profondità è una questione che va affrontata con molta calma, gradualità e sotto la guida di un esperto, dopo anni di pratica costante e allenamento ininterrotto riesco a pescare anche oltre 30 metri, tuttavia la maggior parte delle catture le effettuo tra i 18 e i 26 metri.
Parlateci delle secche intorno all’isola del Giglio
Sia alla secca dei Pignocchi e alle Scole si possono trovare però forti correnti, inoltre il fondale degrada repentinamente in diversi punti, quindi le immersioni possono essere pericolose, è preferibile andare sempre in coppia e comunque mantenersi ampiamente entro i propri limiti. La secca della croce è sicuramente un luogo impegnativo, ma conoscendo il posto e pescando nel modo giusto sarà possibile fare diversi tuffi proficui mantenendosi entro i 15 metri di profondità. Cala del corvo è una grande insenatura con all'estremità una secca affiorante dalla quale si diramano diverse creste di roccia granitica sommerse situate a varie profondità. Lo scoglio di Pietrabona è molto interessante, nella parte verso il mare aperto degrada con una lingua di roccia che nella parte a nord, dopo essere precipitata in un canalone, risale dando luogo ad una piccola secca spesso battuta dalla corrente e frequentata da un grande branco stanziale di saraghi.
Ci sono regolamentazioni per la pesca nella tua zona? Si, come nel resto d’Italia il pescatore subacqueo può catturare fino a 5Kg di pesce al giorno o un pesce singolo di peso superiore, inoltre si possono prendere i molluschi cefalopodi mentre i crostacei e i bivalvi sono vietati. Si possono raccogliere anche i ricci di mare rispettando i periodi di divieto, questi ultimi sono davvero molto gustosi, se usati per condire la pasta.
Ti senti di consigliare qualcosa a chi volesse intraprendere un viaggio di pesca nella tua zona? Si, consiglierei di non avventurarsi da soli, ma di farsi accompagnare: noi siamo entrambi istruttori federali di Pesca in Apnea e spesso facciamo da guide a chi vuole pescare nelle nostre zone. In più abbiamo delle convenzioni con delle strutture ricettive sull’isola per chi volesse fermarsi per più di un giorno.
Parlateci meglio della vostra attività di istruttori
Quindi, spinti anche dalla volontà di alcuni amici, abbiamo frequentato entrambi un corso, organizzato dalla federazione italiana di pesca sportiva e attività subacquee per poter regolarizzare la nostra posizione e diventare istruttori federali. Abbiamo già tenuto un corso durato circa due mesi raccogliendo molti consensi e questo ci ha reso felici. Organizziamo però anche corsi molto più brevi, della durata di un solo weekend direttamente all’Isola del Giglio, oppure uscite guidate di poche ore. I nostri corsi si tengono all’isola del Giglio e a Città di castello in provincia di Perugia e per chiunque fosse interessato, anche al servizio di sola guida, può contattarci via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al numero +39 349-600-11-43.
Raccontateci una vostra esperienza di pesca
Ci siamo, il mio compagno è al mio fianco e mi da un ultimo suggerimento, sono completamente rilassata e allo stesso tempo concentratissima: scendo. Arrivata sul fondo, noto le castagnole sulla mia sinistra formare un muro compatto, davanti a me il blu, sono in attesa, so che spunteranno da un momento all’altro ed eccoli, sulla mia destra nuotano al limite della visibilità due dentici bellissimi. Un grosso barracuda passa sopra la mia postazione, ma non lo degno di uno sguardo. I denticioni spariscono per qualche istante, per apparire poco dopo in branco, ho uno schieramento di musi aggressivi che spuntano dal blu, sono loro, il cuore va a mille aumentando la difficoltà dell’ apnea, ad un primo passaggio sono indecisa se sparare oppure no, ma voglio un tiro sicuro, non sparo.
L’apnea è agli sgoccioli; fin dall’inizio ho concentrato la mia attenzione sui movimenti di un pesce in particolare che non so per quale motivo mi sembrava proprio quello che sarebbe arrivato a tiro e infatti è lui a decidersi, si avvicina fiero e sicuro di sé, è a tiro, sparo di muso … è mio! Risalgo velocemente verso la superficie mentre il mulinello fila sagola, sono talmente emozionata che arrivata, ancor prima di prendere fiato, urlo: “Preso!”. Poco dopo ci troviamo in gommone a contemplare la magnifica preda. Jacopo:Vi racconto dell’ultimo grosso dentice che ho preso pochi giorni fa. Siamo usciti dal porto nel primo pomeriggio in gommone e oltre a Tiziana c’era anche mio fratello Niccolò. Dopo aver girato vari spots conosciuti senza fortuna, il mare molto mosso con vento di scirocco iniziava a farci star male. Quindi abbiamo deciso di tornare verso il porto, ma nella mia mente però balenava un pensiero martellante: volevo tentare un ultimo tuffo con quelle condizioni estreme in un posto molto conosciuto e battuto dell’ isola.
Eseguo una planata a pochi metri di profondità per assicurarmi che il punto sia quello giusto, poi mi preparo e scendo. Giunto sul fondo vedo subito alla mia sinistra un grosso dentice che passa dietro una roccia lontana, quindi dirigo il fucile nella sua direzione e aspetto ma, niente, il pesce sembra sparito… passano pochi secondi però, ed ecco che un dentice grosso si stà avvicinando alla mia postazione da tutt’altra direzione, è solo (almeno vedo solo lui tanto sono concentrato), giro il fucile tenendolo bassissimo dietro un piccolo bordo di roccia e il pesce frappone fra me e lui uno sperone di pietra, so per esperienza che quasi sicuramente appena uscirà dall’ altra parte si avvicinerà veloce per qualche istante. Quindi tento l’ impossibile; decido di anticiparlo, mentre lui passa dietro la pietra, io esco dal nascondiglio e mi porto qualche metro più avanti, la mia intuizione funziona: velocissimo spunta, è a tiro, sparo… Preso! Il dentice accusa subito il colpo che lede leggermente la spina dorsale, la reazione è comunque violenta, ma decido di forzarlo per non farlo intanare o sbattere contro le rocce nel tentativo di liberarsi dall’ asta. Termino comodamente il recupero dalla superficie, non prima di aver chiamato a squarciagola il mio equipaggio. Vedo la felicità nei loro occhi quando levo in aria il denticione di quasi 7 Kg.
JACOPO E TIZIANA
PESCA IN APNEA IN FLORIDA - USA
PESCA IN APNEA IN FLORIDA - USA JORGE MARIO GARCIA E I RELITTI DI MIAMI
Queste barriere artificiali rappresentano l’habitat ideale per pesci piccoli e grandi. Si trovano quasi tutte nella sabbia e sono abitate non solo da pesci come cernie, snappers e balestra ma anche costantemente visitate da grandi pelagici, wahoo, pesci re, tonni e da folti branchi di yellow jack. La pesca sui relitti è molto emozionante e suggestiva ma ci vuole una tecnica quasi perfetta soprattutto al momento di sparare, ci sono infatti tante lamiere e buchi dove il pesce arpionato si intanare e poi diventa complicato estrarlo. Anche i pelagici quando li spari fuori del relitto e non riesci a fulminarli subito vanno a rifugiarvisi, ma se il relitto non è profondo è poco male al contrario può risultare molto difficile e pericoloso il recupero, specie se si tratta di pesci grossi. Dal 1980 sono state volutamente affondate decine e decine d’imbarcazioni i cui relitti ora si trovano tra i 7 km e i 15km dalla costa. Un’altra cosa che crea ulteriori difficoltà (e che è quasi sempre presente) è la forte corrente. C’è il relitto della Doc de mily dove ci sono tantissimi grossi squali e pelagici che nuotano tra loro ma quando ne spari uno se non lo fulmini in un secondo gli squali lo mangiano davanti a te…é molto bello ma veramente impressionante. Ma ritorniamo a noi, puntai la prua della barca verso il relitto che avevo precedentemente cercato con il mio GPS. Avevo già preparato un “segna relitto”, in caso di acqua sporca, un pezzo di piombo con una corda sottile lunga 50 metri e una grande boa molto visibile. Quando arrivai alla meta e vidi il pesce nello schermo del mio deep finder lascia andar giu il piombo e successivamente, con tutta la mia calma, indossai l’attrezzatura. Quando mi buttai in acqua la mia barca si trovava molto vicina alla boa, indicando, quindi, che non c’era corrente, cosa abbastanza rara qui a Miami e cosa comunque molto favorevole alla pesca subacquea. L’acqua era più pulita del solito, considerando il periodo; la gigantesca imbarcazione si vedeva dall’alto, non in maniera nitidissima ma tenendo presente che il castelletto di prua si trovava a circa 30 metri di profondità e che il fondale era di 40 metri, la visibilità era più che sufficiente. Vidi un branco di grandi barracuda vicino alla prua del relitto a mezz’acqua e ne catturai uno abbastanza grande. Giunto in superficie lo eviscerai e gettai le sue interiora in acqua per attirare i pesci nella zona e soprattutto i grandi predatori. Feci due immersioni di “riscaldamento” fino a 25 metri in apnea prolungata per cercare di localizzare qualche cernia o qualche altro pesce di grandi dimensioni. Quel giorno, unica volta in tutta la mia vita, vidi una cernia Golia che mi osservava dal basso. Questi pesci giganteschi, che ne gli Stati Uniti è proibito pescare da anni, possono arrivare a pesare fino a 300 kg e sono più aggressivi degli squali, non con il pescatore ma con i pesci catturati e possono, nella loro voracità, distruggere fucili e arpioni. Tornai su e, una volta in superficie, iniziai a respirare lentamente e profondamente, sfruttando tutta la potenza dei miei polmoni per poi restare in apnea attendendo sulla superficie del relitto. Mi ventilai e lentamente cominciai a scendere, proprio in verticale, fino alla prua, dove avevo visto un folto gruppo di pesci piccoli che sono il piatto preferito dei grandi predatori. Il mio battito era lento, “il riflesso di immersione” con me funziona bene…forse sono un parente lontano di un delfino e come loro riesco ad immergermi per molto tempo!
Quando mi mancavano circa 5 metri per raggiungere il relitto, guardai verso la mia destra senza muovere la testa per evitare movimenti bruschi che avrebbero potuto spaventare un’eventuale preda, ed era lì, un cubera snapper enorme, di dimensioni decisamente al di fuori del normale, che passava quasi sotto di me nuotando maestosamente ed era, chissà, forse attratto da questo strano intruso che scendeva in verticale dalla superficie; cambiai leggermente la direzione della mia discesa non per andare direttamente verso di lei e spaventarla, bensì per fare in modo di avere il castelletto di prua tra me e lei per poi, una volta essermi fatto avvistare, stuzzicai la sua curiosità.
Le puntai il mio fucile pneumatico da 125 centimetri alla testa e sparai. L’arpione lo colpì dietro la branchia e gli uscì dall’altro lato accanto alla bocca. Rimase immobile solo per un attimo ed io pensai di averla uccisa sul colpo ma subito dopo si mosse e andò nel relitto, io salì lentamente mantenendo tirata la sagola del fucile ed arrivai in superficie dopo una lunga ma produttiva apnea, chiesi una boa al mio amico e l’attaccai alla sagola 2 metri sotto la superficie affinché la mantenesse in trazione. Mi presi qualche minuto di pausa in cui ripresi fiato e mi rilassai e quindi diedi anche tempo alla preda di perder le forze e all’acqua nel relitto di schiarirsi. Presi un altro fucile e una torcia, respirai con calma per prepararmi ad un’eventuale lunga apnea e scesi facendomi guidare dalla sagola e guardando solo il punto in cui essa entrava nel relitto.
Non avevo calcolato bene la sua grandezza e, man mano che lo portavo su, lo vedevo sempre più grande. Quando lo ebbi al mio fianco mi resi conto che era poco più piccolo di me ed io sono abbastanza alto. Portarlo in barca fu abbastanza faticoso per noi ma la gioia di entrambi era enorme. Poche volte c’è la possibilità non solo di catturare ma anche addirittura solo di vedere un pesce di questa taglia, non la smettevamo di guardare quel pesce! Poi ci fu il viaggio di ritorno alla marina e lì le foto e l’ammirazione dei presenti. Fu un giorno di pesca straordinario. Non potemmo pesarla ma calcolammo che fosse all’incirca di 50 kg. Nessuno dei presenti riuscì a sollevarla da terra e per fotografarla fu necessario attraccarla al tetto della marina. Un grande premio alla costanza e dedizione… JORGE MARIO GARCIA
PESCA IN APNEA NELLA GRECIA DEL NORD
PESCA IN APNEA NELLA GRECIA DEL NORD THANASIS KARAVELIS E LA PESCA A CHALKIDIKI
Ci vuole circa un’ora e mezza, sia con la macchina che con i mezzi pubblici, per raggiungere da Thessaloniki i primi punti buoni per pescare. Per chi non ha invece problemi a guidare per lunghi tratti ce ne sono di molto belli anche a due ore e mezza di strada. Chalkidiki è una penisola con tre “gambe”. La terza si chiama ATHOS ed inizia con il piccolo paese di Ouranoupolis sulla costa ovest e con il paese Platy che si affaccia sulla baia Strymonikos sulla costa est a circa 10 km dal borgo marinaro di Ierissos. Su questa striscia di terra si trova il parco nazionale della Montagna Sacra e come tale nelle acque antistanti è vietata la pesca. Essa è inoltre vietata nella baia di Thermaikos da Thessaloniki fino al villaggio di Posidi situato sulla prima gamba.
In genere non c’è una grande abbondanza di pesce in questa zona ed il tutto è dovuto ai grossi prelievi effettuati dalla pesca industriale, un male nostro malgrado comune in tutte le parti del mondo. Tuttavia con le giuste condizioni meteorologiche e di marea queste acque si popolano di grossi esemplari di molte specie. I pesci piu comuni nelle nostre acque sono le cernie, i dentici, i dotti, i saraghi, le ricciole,i serra ed altre specie piu piccole. Inoltre a circa 7-8 miglia dalla costa di Paliouri, verso l’isola di Limnos è possibile se si è fortunati catturare dei grossi esemplari di tonni e non vi preoccupate se non avete una barca, qui non è necessario poiché è facile affittarne una.
Passiamo alla seconda gamba ed in particolare al paesino di Porto Koufo.
Qui il fondale scende più velocemente e le correnti rappresentano un’altra incognita dalla quale bisogna essere sempre pronti a difendersi. Tuttavia dove ci sono correnti ci sono anche i pesci! Grossi dentici sono soliti nuotare fianco a fianco con grandi dotti appena sotto la soglia dei 20mt. Non essere mai frettoloso! Si paziente perché i pesci grossi arrivano sempre dopo quelli piccoli.
Le cernie sono diventate molto furbe anche per i piu esperti perciò è meglio spostare l’attenzione sui dotti che sono anche piu saporiti. Oltre i 30mt si possono vedere in grandi branchi mentre nuotano tranquilli!
Grandi scogli affioranti, isolati in mezzo al mare e con pareti che sprofondano nel blu possono voler dire una sola cosa: pesca ai pelagici! A giugno grandi branchi di ricciole che vanno dai 10 ai 25 kili si avvicinano curiose e quello non è di certo il momento di esitare se si ha in mano un fucile piu lungo di un 100cm! Ultima ma non meno importante ….la terza gamba!
Tra la seconda e la terza si trova l’isola di Ammouliani che si puo raggiungere durante il periodo estivo con un traghetto che parte ogni 30 minuti dalla cittadina di Tripiti.
Per i pochi fortunati che possiedono una barca è come una passeggiata nel parco, le acque cristalline con le loro sfumature verdi e blu si fondono creando un paesaggio marino senza eguali. Grazie alle restrizioni del parco nazionale della Montagna Sacra che vi ho descritto all’inizio molti pesci come dentici e dotti vengono in vacanza da queste parti!!! Attenzione… Il fondale migliore per insidiare queste grandi prede sono quelli dove è possibile trovare delle vere montagne sottomarine con nulla intorno e a grande profondità (circa -35mt/-40mt). Questo è il posto dove regnano i giganti del mare e per riuscire a catturarli vi consiglio di utilizzare un fucile da 120cm o piu lunghi, armati con asta da 8mm e con almeno due elastici poiché non è facile avvicinarsi a loro e occorre quindi un tiro veloce e potente. E quando credi di averne preso uno grosso…
Per qualsiasi info sui luoghi o sui corsi di apnea in grecia cliccate qui
Thanasis Karavelis
PESCA IN APNEA IN GALLES
PESCA IN APNEA IN GALLES LE SPIGOLE DI DARIO DELI
In che zona di preciso peschi?
Vivo a Manchester ma le zone + vicine pescabili sono nel Nord del Galles e di preciso l’isola di Anglesey e la Leyn Peninsula. In particolare una delle mie zone preferite è lo stretto compreso tra Anglesey e il Nord del Galles chiamato Menai Strait, luogo dove a seconda delle mare si possono creare correnti particolarmente forti. Come ti sei approcciato alla pesca li, esiste una folta comunità di pescatori in apnea? Nel Nord del Galles esiste una piccola comunità di pescatori in apnea e veramente pochi praticano la pescasub con regolarità quindi non avendo un granchè come supporto locale mi sono dovuto scoprire i miei posti passando il maggior tempo possibile in mare.
Purtroppo essendo la pescasub praticamente quasi sconosciuta non esistono negozi di pesca ma alcuni siti locali dove è possibile ordinare attrezzatura a prezzi incredibilmente alti. Risultato: compro tutto in Italia. Esiste la cultura della pesca in apnea o ti guardano strano se ti vedono con un fucile? No decisamente non esiste la cultura della pesca in apnea e dopo il primo sconcerto a pensare ad un subacqueo che caccia i pesci sott’acqua con un fucile in generale ho personalmente riscontrato molto interesse nel nostro sport. Che tipo di fondale troviamo nella tua zona di pesca, roccia sabbia grotto? I fondali sono vari ma generalmente la costa rocciosa degrada velocemente su sabbia e su estese foreste di laminaria. La laminaria non è l’unico tipo di alga presente ma ne esistono di diversi altri tipi, ed è proprio all’interno delle alghe dove è spesso possibile catturare i pesci di maggior mole. E' spesso torbida l'acqua o c'è buona visibilità? La visibilità è uno dei problemi nella pesca nel nord del Galles ma in compenso data la morfologia della costa è praticamente sempre possibile trovare una zona riparata dove trovare almeno un metro e mezzo per pescare. Per questo motive i fucili che si usano sono generalmente corti, io personalmente alterno un arbalete 85 e un 60 entrambi senza mulinello e con asta tahitiana. Che temperatura media abbiamo durante l'anno? L’acqua non scalda mai generalmente sopra i 15 gradi in estate e scende intorno ai 4-5 gradi in inverno. Ci sono correnti o altri agenti che limitano l'esercizio della pesca e se si quali? Le correnti possono essere un problema in certi posti dove bisogna calcolare bene le maree per non rischiare di ritrovarsi nel mezzo tra il Galles e l’Irlanda. Per quanto riguardo lo stretto del Menai le correnti possono arrivare fino a 4-5 nodi e allora queste zone possono essere visitate solo in certe condizioni di marea.
Allora, la pescasub sarebbe praticabile tutto l’anno ma i pesci interessanti si trovano da maggio fino ad ottobre. Il resto dei mesi dell’anno l’acqua è troppo fredda, la visibilità si azzera e il pesce sparisce. L’uniche specie che possono trovarsi in inverno con regolarità sono capesante, astici e granchi. Che tipo di prede sono più comuni li dove peschi tu? La spigola è decisamente il pesce + ricercato ma non l’unico. Ci sono poi cefali, pesci piatti, astici, granseole, altri tipi di granchi, capesante, Pollack e rarissime le trote di mare, le orate, i pesci balestra e i merluzzi.
Di solito io preferisco pescare nel basso in quanto si trovano maggiormente le spigole. Pollacks preferiscono fondali + profondi ma le loro carni sono di scarsa qualità. Inoltre la pesca profonda è complicate dalla temperature, visibilità e dalle correnti e perciò non è spesso praticabile. Il posto + particolare è il Menai Strait, si tratta di uno stretto lungo circa 20 kilometri con larghezza che varia da un centinaio di metri fino a un kilometro circa. Data la conformazione le maree creano delle fortissime correnti ma la presenza di spigole è garantita ed è divertentissimo cercare di cacciarle lasciandosi trasportare dal flusso. Ci sono regolamentazioni per la pesca nella tua zona? Ci sono poche regole da seguire, esistono delle taglie minime e per esempio per la spigola è 36.5cm, gli astici possono essere catturati solo con le mani e non sparati e le trote di mare sono vietate. Poi in certi moment dell’anno e in certe zone anche il prelievo di capesante ha delle limitazioni. Per il resto sei più o meno libero di fare quello che vuoi.
Sicuramente ci sono molte spigole e pesci tra i 2 e i 3 kili possono essere catturate regolarmente ma pesci di maggiori dimensioni sono molto rari a differenza di alte zone del nord Europa. Il periodo migliore per la spigola è decisamente da maggio-giugno fino a settembre compreso anche se iniziano ad apparire verso aprile per scomparire verso ottobre novembre. Sono diversi in termini di abitudini e poi di sapore i pesci dell'atlantico rispetto a quelli del mediterraneo? La spigola gallese si comporta esattamente come la spigola nostrana, ovviamente la differenza della conformazione del fondale richiede in certi casi tecniche leggermente diverse. Anche il sapore è praticamente lo stesso, con la differenza che i pesci in atlantico contengono a volte dei parassiti nelle loro carni che sembrano sia molto frequenti lungo le coste del Galles.
Bene con le domande è tutto se magari volessi raccontare una tua esperienza più significativa? Come esperienza mi viene in mente l’ultima pescata dove a causa di traffico in autostrada e un problema con il gommone ho mancato la stanca di marea nel Menai Strait. Arrivato sul posto che mi ero sognato per tutta l’estate e sul quale non ero potuto andare per causa cattivo tempo mi rendo conto che la corrente sta già aumentando. Provo uguale a fare una passata e la corrente e potentissima e in pochi secondi ho già percorso un centinaio di metri. Provo finalmente il primo tuffo e sono circondato da spigole ovunque, la corrente e forte e non riesco a girare il fucile e solo impugnandolo a due mani mentre mi tengo fermo aggrappandomi una roccia tra le gambe riesco ad inquadrare il pesce mirandolo dietro la branchia. La corrente è forte e devia l’asta di qualche cm colpendo il pesce appena sopra il labbro. In pochi secondi gli sono addosso e riesco a mettere la mano nelle branchie di questo splendido esemplare di quasi 4 kili prima che il labbro si strappi. Dario Deli
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