PESCA IN APNEA IN DANIMARCA

PESCA IN APNEA IN DANIMARCA

NELLE ACQUE DI SEALAND

 

 

 

 

Morten Villadsen,

membro della nazionale danese di apnea 2011, detentore del record nazionale di apnea profonda (71mt) e medaglia d'argento ai capionati nordici di pesca in apnea 2010, ci racconterà della pesca in apnea in Danimarca


 

 

Dove peschi abitualmente?

Generalmente pesco lungo le coste dell’isola di Sealand nella Danimarca orientale. Qui la salinità dell’acqua rappresenta un punto focale per la pesca poiché cambia di zona in zona. La pesca più proficua solitamente ha luogo in condizioni di alta salinità e in presenza di correnti. I miei punti preferiti sono nello stretto di Øresund e di Storebælt dove si possono catturare regolarmente passere pianuzze (pesce piatto), rombi chiodati, merluzzi e trote.

Che tipo di fondale caratterizza il tratto di mare dove peschi?

I fondali danesi sono prevalentemente sabbiosi e occasionalmente si possono incontrare zone di sabbia ricoperte da bivalvi o piccole pietre. Seppur difficili da trovare vi sono anche delle zone di fondale roccioso ideali per la pesca ai merluzzi ma per il resto è sabbia, sabbia e sabbia.

La visibilità è spesso scarsa?

La visibilità generalmente non spera i 2-3 metri e il tutto dipende dal tempo e dalle correnti. E’ veramente raro scendere con una visibilità superiore ai 10 metri. In Danimarca devi imparare a pescare in queste condizioni diversamente potrai pescare molto poco in ogni stagione.

Qual è la temperatura media durante l’anno?

La temperatura dell’acqua si aggira intorno ai 2-3 Centigradi in inverno e sono pochi i pescatori che si avventurano in acqua in quel periodo. In estate si raggiungono invece i 20-22 gradi. Il periodo migliore va da aprile a novembre quando la temperatura oscilla tra i 6 e i 22 gradi.

Ci sono correnti o altri fattori che possono limitare la pratica di questo sport, e se si quali?

In generale le acque danesi sono calme e ci si può immergere con tranquillità ad eccezione del mare del nord che è spesso molto agitato. Li si può pescare solo per 20-30 giorni all’anno poiché negli altri giorni ci sono troppe onde, scarsa visibilità e molta corrente.

Quali sono le prede più comuni?

Tutti i tipi di pesci piatti, in particolare le passere pianuzze, quindi merluzzi, cefali, trote, spigole ed infine i persici che a seconda delle zone possono essere molto numerosi. La pesca in apnea qui si può praticare tra 0 e 25 metri ma posso assicurare che il 90% delle catture si potra effettuare nei primi 5 metri.

I tuoi punti di pesca sono caratterizzati da qualcosa in particolare come relitti, barriere naturali o altro?

I migliori punti in Danimarca sono quasi sempre caratterizzati da grandi rocce o strutture ed è per questo che questo sport viene spesso praticato in prossimità di baie, ponti o relitti. Ad ogni modo prediligo le immersioni su barriere naturali e strutture rocciose se possibile. I relitti sui quali mi immergo si trovano su fondali bassi compresi tra i 12 e i 25metri. A causa delle condizioni di visibilità descritte sopra mi sono imposto il limite dei 25 metri per la pesca sui relitti in sicurezza. Fortunatamente alcuni dei migliori relitti per la pesca ai merluzzi si trovano tra i 12 e i 16metri.

Esiste la cultura della pesca in apnea o ti guardano come un alieno se ti vedono armeggiare con un fucile?

C’è un interessamento crescente nei confronti dell’apnea e della pesca in apnea che sta diventando sempre più popolare. Abbiamo dei club e ci stiamo organizzando. E’ un buon inizio e spero che continui così. Più organizzati siamo e meno ci guarderanno con stupore, ecco il sito della federazione danese http://sportsdykning.dk

 

Ci sono negozi di articoli per la pesca in apnea?

A Copenhagen non ci sono negozi per noi ma www.kingfish.dk vende alcuni articoli. Inoltre c’è http://sportsbutikken.dk, un negozio on-line di articoli per la pesca che ha anche una sede fisica ma non propriamente un negozio.

Ci sono leggi locali che regolamentano la pesca in apnea?

In Danimarca bisogna avere una licenza di pesca che si può acquistare al costo di 15euro all’ufficio postale e vale 1 anno. Fate attenzione alle foci dei fiumi e dei piccoli corsi d’acqua poiché sono vietate, inoltre la pesca in apnea in acqua dolce è considerata in tutto il territorio nazionale illegale. Tutti  pesci come in altri paesi hanno la taglia minima ma dai 35cm in su per i pesci piatti e dai 45cm in su per le altre specie, in quasi tutti i casi sei al sicuro.

Cosa consiglieresti a chi volesse venire a pescare nel tuo Paese?

La Danimarca non è una meta cosi ambita per la pesca come lo potrebbero essere la Francia o la Norvegia ma ci sono dei buoni posti e se sei fortunato con le condizioni atmosferiche puoi fare ottime pescate. Contatta delle persone del posto e vieni a fare un tuffo, e qualora avessi bisogno di maggiori informazioni visita http://undervandsitetet.dk dove puoi trovare video e storie di pesca in apnea.

Bene le domande sono finite, vorresti condividere l’esperienza di pesca che maggiormente ti ha colpito?

Un giorno, all’inizio della scorsa stagione, stavo pescando su un relitto situato a 15 metri di profondità a largo di Copenhagen che solitamente è un rifugio per merluzzi. Inaspettatamente quel giorno vi erano 10 metri di visibilità e cosi inizio a scendere con maggiore tranquillità armato della mia solita torcia. Arrivato sul relitto scorgo una grossa coda all’interno delle strutture ma la mia posizione era particolarmente scomoda per il tiro cosi temporeggio finché non sono sicuro e sparo. Il tiro era un po’ basso ma sembrava fosse sufficiente cosi risalgo subito verso la superficie. Li passo il fucile al mio compagno di pesca che comincia a tenere in tensione la sagola mentre io mi preparo per la nuova discesa. Quando arrivo sul fondo e recupero l’asta che vedevo muoversi nervosamente tra le lamiere (segno evidente che il pesce era ancora attaccato), mi rendo conto che avevo preso due merluzzi! Il secondo lo avevo preso proprio in testa ed entrambi pesavano più di 15 kili, mentre il più grande pesava 9.5kg. In seguito questo tiro fortunato mi è valso la vittoria nella competizione nazionale “Fish of the  year”. E’ stato veramente un tiro fortunato ma so che è una di quelle esperienze che fai una sola volta nella vita!

 

 

Morten Villadsen

Photo: Astrid Rosenvold, Matti Pykko and Knud Iversen

PESCA IN APNEA A GIBILTERRA

 

PESCA IN APNEA A GIBILTERRA

SUI RELITTI DELLO STRETTO

 

 

 

 

 

 

AARON Baglietto,

28 anni e sin da giovanissimo pescatore in apnea nelle acque di Gibilterra ci porta con se ed alcuni suoi amici sui relitti dello stretto.


 

 

Dov’è Gibilterra?

E’ situata all’estremità meridionale della penisola Liberiana all’ingresso del Mediterraneo tra Spagna e Marocco. Nonostante si trovi in Spagna è un territorio d’oltre mare Britannico nel quale convivono diverse culture.

 

Quali sono I punti migliori per la pesca in apnea in questa regione e perché?

La Seca è sicuramente il posto migliore verso cui molti pescatori si dirigono poichè è situato molto vicino allo stretto e per questa ragione è ricca di vita marina di ogni specie. La Seca è una grande secca rocciosa a largo di Europa Point che si estende peer centinaia di metri in tutte le direzioni con una profondità che va dai 5 metri ad oltre 40. La profondità può variare di netto poichè vi sono vere e proprie colline sottomarine e occorre fare attenzione. Un’altra cosa da considerare è la corrente che può improvvisamente cambiare d’intensità. Per questa ragione è sempre opportuno recarvisi con un mezzo nautico in modo da garantire un rientro sicuro.

 

Quali condizioni generalmente caratterizzano questi luoghi?

Come ho detto prima le forti correnti rappresentano un punto cruciale mentre in merito alla visibilità, l’acqua è spesso chiara e durante l’anno va dai 5mt ai 20mt.

Qui soffiano principalmente due venti: Levante e Ponente. Quando sono entrambi deboli è possibile pescare in ottime condizioni su entrambi i lati della penisola ma in presenza di forte vento si può pescare solo su un lato di essa.

In caso di forte Levante per esempio, le acque a est si agitano e diventano calde, con una visibilità massima di 5mt e un colore tendente al verde. In queste condizioni è opportuno scendere in acqua lungo la costa ovest.
Con un forte ponente invece avviene il contrario: le acque ad ovest si agitano mentre quelle ad est diventano molto fredde ma ancora buone per pescare con una buona visibilità.
In estate la temperature dell’acqua va dai 19 ai 22 gradi con una visibilità massima di 20 metri.
In inverno invece la temperature dell’acqua cala fino ai 13/15 gradi insieme alla visibilità. Cio nonostante è comunque possibile immergersi. Gli inverni qui sono miti e permettono sempre d’immergersi con buone condizioni per la pesca in apnea.

 

Quali condizioni favoriscono la pesca e che prede si possono insidiare?

In genere si possono trovare pesci di ogni specie durante tutto l’anno come le spigole e le palamite. I grossi esemplari di queste specie s’incontrano più facilmente in inverno ma qui le spigole superano con difficoltà i 5kg. (anche se alcuni ne ahnno prese di più grosse).

Le palamite generalmente vanno dai 3 ai 5kg ma in inverno se ne incontrano di più grosse.
I dentici si trovano in branchi durante l’estante dove le acque sono più calde. Alcuni ne hanno presi di 6/7kg ma in genere se ne incontrano tra i 4 e i 5kg. Questo vale anche per le ombrine ma eccezzionalmente ne sono state catturate anche in inverno. Come tutti sanno cernie e dotti possono pesare più di 10kg ma esemplari di questa pezzatura s’incontrano facilmente solo in acque più profonde. Mentre in altre parti del mondo durante l’estate si tende ad incontrarle fuori della loro tana a causa dell’intenso traffico marino qui si trovano spesso vicine al loro rifugio, pronte ad intanarsi. Un aspetto positivo di Gibilterra e che I suoi fondali non sono molto profondi e in acque relativamente basse si può incontrare di tutto.

 

Quali tecniche meglio si adattano alla pesca in questi fondali?

A Gibilterra puoi usare per lo più tutte le tecniche. La pesca in acqua bassa, ispezionando spacchi e tane può essere praticata principalmente sulla costa ovest e sui relitti mentre l’aspetto è più opportuno praticarlo nelle acque ad est e su La Seca.

 

Ho una passione per i relitti e per la pesca su di essi, dove si possono trovare?

In merito ai relitti ce ne sono molti a Gibilterra e rappresentano la principale attrazione per i turisti. Ci sono oltre 20 relitti tra cui scegliere e molti di essi sono situati lungo la costa ovest. Nonostante molti siano vicini a riva per raggiungerne altri è decisamente opportuno munirsi di un mezzo nautico. Il “SS Roslyn” una nave a vapore di 3500-tonnellate situata a poca distanza dal molo sud del porto e a soli 10mt dalla riva, ad una profondità compresa tra 14 e i 22m è decisamente il più famoso per la varietà di specie che ora lo abitano.

Vi si può trovare di tutto dalle spigole alle ricciole, si tratta come al solito di essere nel posto giusto al momento giusto.

 

Che tipo di relitti sono e a quale profondità si trovano? Sono in buone condizioni?

Tutti i relitti si trovano ad un profondità compresa tra i 6m e i 30m e questa caratteristica permette sia ai pescatori più esperti che ai neofiti di visitarli in tranquillità. La maggior parte dei relitti è intatta e si tratta per lo più di grandi battelli. Alcuni sulla costa est si trovano invece profondi e non in buone condizioni. In generale si tratta di relitti che vanno dalle barche da pesca da 10 metri alle navi cisterna da 40 metri.

Essi rappresentano comunque un ambiente potenzialmente pericoloso nei quali vi possono essere ampi passaggi e anfratti stretti in cui il pesce sparato può infilarsi. Perciò prima di sparare occorre prestare attenzione a questi aspetti.

 

 

Che tipo di prede si possono trovare?

Vista la sua posizione, lo stretto rappresenta un grande canale per il passaggio di grandi predatori come le ricciole, le ombrine, i tonni, i pesci spada e le balene che possono anche perdere l’orientamento all’ingresso nella baia.

Ad ogni modo le prede principali sono i dentici, le cernie, le spigole e i saraghi che sono i più comuni sui relitti. Gibilterra è famosa per la varietà di pesce che popola i suoi mari ma l’intensa attività di superficie che la contraddistingue crea molto rumore che ha degli effetti sul comportamento della fauna marina

 

La pesca sui relitti e in altre zone è regolamentata o proibita dalle autorità locali?

Non esistono permessi per immergersi ma le autorità spagnole possono rendere difficile una battuta di pesca a volte. Tuttavia durante la stagione balneare solo quando ci sono le boe gialle è permesso pescare. Molte zone di pesca sono facilmente raggiungibili da terra ma visto l’intenso traffico l’uso di una boa è fortemente consigliato.
Le Centollas (una specie di grosso granchio) sono proibite e si rischia una grossa multa se se ne pescano.

 

Che tipo di muta è consigliabile in queste acque?

Con una 5mm stai bene tuttol’anno ma alcuni preferiscono una giacca da 7mm e I pantaloni da 5mm durante l’inverno.

 

Ci sono strutture per il noleggio di auto o attrezzature?

Non cisono strutture per la pesca in apnea ma cisono un paio di negozi chepossono noleggiare una muta mentre per le auto se ne trovano all’areoporto ma occorre presentare patente e passaporto.

 

Ci sono strutture alberghiere economiche e qual’è il miglior periodo per venirci?

Ci sono molti ostelli e alberghi con prezzi differenti che cambiano di stagione in stagione e alcuni hotels non sono neanche online ma se ci contattate su Facebook potremmo darvi le informazioni che desiderate e addirittura prenotare per voi.

Il periodo migliore è sicuramente l’estate, ma è anche il periodo più affollato quindi raggiungere il luogo di pesca presto al mattino può fare la differenza.

 

Quali sono i contatti per info sulla pesca a Gibilterra?

Su facebook ci trovate alla pagina “Gibraltar Spearfishing” e se volete potete visitare il canale di youtube: http://www.youtube.com/user/aaron8314

 

 

 

PESCA IN APNEA NEL LAZIO NORD

PESCA IN APNEA NEL LAZIO - NORD

FABRIZIO D'AGNANO E I FONDALI DI LADISPOLI (ROMA)

 

 

 

 

Fabrizio D'Agnano,

46 anni, proprietario della TotemSub e regista di diversi DVD sulla pesca in apnea, oltre che protagonista di diverse rubriche sul canale tematico "caccia e pesca"  di SKY, ci porta con se alla scoperta dei fondali di Ladispoli.


 

 

Ho avuto nella mia carriera di pescatore in apnea la possibilità di girare molti posti splendidi. Inizialmente solo per seguire la grande passione che ho sempre avuto fin da bambino, e negli ultimi anni per motivi diventati ormai anche professionali, legati ovviamente alla produzione di documentari di pesca in apnea. Corsica, Sardegna, Sicilia, Calabria, Grecia………insomma, tanti posti da sogno. Eppure, tra i miei posti preferiti, c’è sempre il litorale a nord di Roma, dove nel periodo buono torno sempre molto volentieri.

E’ un amore tardivo, quello sviluppato per il grotto laziale, dato che per i primi dieci anni almeno della mia attività di pescatore, ho frequentato quasi esclusivamente i bellissimi fondali delle isole di Ventotene e Linosa, e del nord della Sardegna. Ma come bellezza e presenza di pesce, visibilità a parte, ed a patto di conoscere bene le zone, il litorale romano non ha nulla da invidiare a posti più blasonati. Credo che in gran parte il segreto della ricchezza di questi posti sia l’acqua perennemente torbida, abbinata ad una grandissima estensione di basso fondale anche a grande distanza dalla costa.

La combinazione di questi elementi fa si che i posti non possano essere troppo sfruttati, e che solo molto raramente consentano l’uso di tecniche nefaste come la trainetta, che ha contribuito a spopolare il sottocosta di molte zone caratterizzate da acque più limpide.

Ma veniamo un po’ più al sodo. Inizierei a descrivere per sommi capi il tratto antistante alla cittadina di Ladispoli, che insieme alla zona di Santa Marinella, può essere considerata un po’ “la mamma” di quasi tutti i pescatori in apnea romani Personalmente, frequento la zona solo nel periodo che va da metà aprile a tutto novembre al massimo, e non batto la zona a terra.

Immagino, data la conformazione, che nel periodo invernale si possa catturare qualche bella spigola in alcune zone, ma non mi ci sono mai cimentato, visto che normalmente in inverno l’acqua a terra è limpida solo con mare calmo e tramontana, che di solito non portano movimento di pesce. Sicuramente anche delle zone di lastre isolate a sud di Ladispoli possono consentire qualche bella pescata di saraghi e corvine in tana, in passato ne ho fatta più di qualcuna, ma la pesca in tana non mi piace più, così in inverno, se posso, vado altrove.

La parte più importante è quella delle secche di Flavia. Si tratta di un vastissimo bassofondo, che dalla riva si estende al largo per circa x miglia, ed in orizzontale va dall’abitato di Cerenova, a nord, fino ad oltre il castello di Palo laziale, a sud. Descrivendo sommariamente la zona, si può dire che in generale, partendo dalla spiaggia, la prima fascia è costituita da sabbia e fango, con qualche zona di posidonia.  Ad una distanza di qualche centinaio di metri, si iniziano a presentare le prime formazioni di grotto molto basso, rado e sparso, ad una profondità compresa tra i 7 ed i 10 o 12 metri. 

Più avanti, a seconda dei posti, inizia qualche tratto con panettoni isolati molto alti di grotto molto fessurato, soprattutto nei versanti nord e sud della secca. In questa fascia (siamo ancora abbastanza a terra), l’acqua è quasi sempre molto torbida. Non è facile localizzare i panettoni, e nemmeno evitare di perderli durante le fasi in superficie, data la limitata estensione, ed è quindi raccomandabile l’uso accorto del pedagno e delle mire a terra. Solitamente si possono catturare dei bei saraghi, sia all’aspetto che scorrendo gli spacchi con fucile corto e fiocina. Nel periodo caldo può capitare di incontrare di tutto, anche pesci come lecce o grosse orate. Caratteristica del posto la presenza di grossi branchi di cefali, che a dire la verità negli ultimi anni sono quasi completamente scomparsi.

Di solito, una settimana o due l’anno, spesso in agosto, per una serie di circostanze l’acqua diventa limpidissima, tanto da vedere distintamente il fondo dalla superficie. In queste circostanze arrivano pescatori da tutto il Lazio, alla caccia dei saraghi che, non abituati a queste condizioni particolari, si lasciano catturare con facilità.

La sportività nulla di queste catture dovrebbe spingere il pescatore sportivo a mettere in carniere due o tre pesci di buona taglia e dedicarsi ad altre tecniche, non imitando i pochi predoni con pochi scrupoli e forse poca intelligenza che approfittano  a volte della circostanza per mettere insieme carnieri difficilmente condivisibili. Più al largo, inizia la secca vera e propria. In linea di massima, si può dire che la parte centrale, che assomma fino a cinque metri circa, è abbastanza piatta, e caratterizzata da grotto basso. 

Non è particolarmente interessante, tranne che in rari casi per qualche bel sarago da catturare all’aspetto. Il versante nord presenta una caduta abbastanza netta. Non pesco quasi mai sul ciglio, tranne che nei periodi di passo delle palamite. Rientrando leggermente in direzione sud, a partire da un centinaio di metri dal ciglio, inizia una delle zone più belle ed interessanti.

Il grotto, infatti, diventa movimentato e ricco di cigli, canali profondamente spaccati, e massi isolati. Pur essendo vasta, la zona presenta una certa alternanza di catini e zone piatte, così che non conoscendo a perfezione il posto non è facile sfruttare bene il tempo restando sempre su posti buoni. La profondità del “piattone” è intorno ai 7/8 metri, mentre il fondo dei catini è tra i 9 ed i 12 metri. In questa zona può capitare di incontrare dei branchi di corvine anche di grandi dimensioni. Ne ho prese diverse sopra i 2,5 kg.

Solitamente, spariscono nei loro rifugi inaccessibili al minimo segno di disturbo, e fortunatamente non consentono quasi mai più di una cattura. Probabilmente questo è il motivo per cui ancora se ne trovano nonostante la profondità limitata Ho catini sui quali torno regolarmente, e dai quali prendo diversi pescioni all’anno da tantissimo tempo. A maggio in queste zone può capitare di incontrare l’orata, solitamente pesci tra il chilo e mezzo e i tre chili.

Curiosamente, dal fondo in alcuni di questi catini dal fondo sabbioso si alzano colonne di bolle, che alcuni imputano alla presenza di “solfatare”, ma non so dire se sia davvero così. Uscendo verso il centro e il largo, il grotto, intorno ai nove metri di profondità, diventa più alto, anche se spariscono quasi completamente catini e cigli importanti. Qui si può scorrere a corrente, con l’ancora galleggiante o con un barcaiolo, e si possono incontrare dei bei saraghi da prendere esclusivamente all’aspetto. Attraversando la secca  in direzione sud, di solito la visibilità peggiora nettamente, dato che i flussi di acqua torbida incontrando la cigliata tendono ad allargarsi e fermarsi.

Anche qui ci sono zone bellissime, e nei giorni in cui si riesce a pescarci vedendo qualcosa, anche perché sono molto meno battute rispetto a quelle più a nord, si possono vedere spettacoli fantastici. Molto spesso si forma uno strato nettissimo di acqua bianca e fitta di sospensione proprio sotto il livello del ciglio. Quello delle stratificazioni è un fenomeno particolare, ed a volte non basta conoscere perfettamente il posto per indovinare quale sarà la visibilità ed in che fascia si troverà acqua più pulita.

Ad esempio, a volte si forma un “tappo” di acqua con visibilità zero per il primo metro, sotto la quale può esserci acqua limpida con visibilità superiore ai dieci metri, anche se solitamente più fredda. In altri, il grotto “fuma”, così che nel metro a partire dal fondo la visibilità è molto peggiore che sopra.  Diciamo che è importante cercare nell’ambito della zona i tratti che possono dare visibilità migliore ed acqua calda in prossimità del fondo. Spostandosi di poche centinaia di metri le condizioni possono cambiare drasticamente, così come mutare repentinamente nell’arco della giornata.

I periodi migliori sono solitamente in corrispondenza dell’instaurarsi del regime delle brezze termiche, dette anche “girasole”. Periodi prolungati di vento e corrente di maestrale e ponente portano acqua molto limpida ma fredda a fondo. Per me, che non sono un tanista, è meglio quando la visibilità è compresa tra i quattro e i sette metri.

Quando è limpida, e solitamente anche fredda, i pesci girano molto meno e non vengono all’aspetto, così che è più redditizio approfittare della circostanza e localizzare pesci in prossimità delle tane scorrendo in superficie, oppure ispezionare gli spacchi più promettenti. A me non piace mai esagerare approfittando delle giornate quando gira molto pesce bianco. In quelle condizioni, di solito, prendo un sarago o due e poi mi dedico alla ricerca di un bel pesce. Non ho quindi ricordi di pescate fatte di carnieri abbondanti, ma di molti bellissimi pesci. In particolare, nel mese di ottobre riesco spesso a portare a casa qualche bellissimo dentice, anche pescando tra i sei e gli otto metri. Qualche anno fa stavo pescando in coppia con un amico. Lui era sul fondo, ed io lo attendevo in superficie osservando il galleggiantino in sughero sulla sagola del pallone.

Ad un certo punto ho sentito un gran rumore, credevo che lui avesse colpito un bel pesce, ed ho quindi eseguito una capovolta per andargli incontro. Invece Gli stava passando sopra un branco enorme di lecce, che mi ha avvolto completamente. La visibilità era molto limitata, cosicché non sono riuscito a vedere tutto il branco, ma continuavano a sfilarmi accanto.

 

Alla fine ne presi una di circa dieci chili. In un’altra occasione, con un caro amico, abbiamo trovato degli spacchi letteralmente stipati di saraghi ed altro pesce bianco. Erano ovunque. Ne prendemmo un paio per uno e poi ci fermammo a lungo a guardarli. E due anni fa, per la prima volta, ho incontrato un branco folto di ombrine di sabbia, anche se di taglia medio piccola. Ricordo anche diverse orate enormi, a volte catturate, a volte sfuggite per un pelo…….insomma, un posto dove con un po’ di fortuna ed una buona conoscenza, oltre naturalmente ad una tecnica adeguata, si può prendere di tutto. L’unico pesce che qui non ho mai preso è la cernia di grandi dimensioni, ma spero di riuscire a colmare presto la lacuna……

 

 

Fabrizio D'Agnano

 

 

PESCA IN APNEA IN CAMPANIA

PESCA IN APNEA IN CAMPANIA

SUI RELITTI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

 

 

 

 

 

TORTORELLA Giuseppe,

46 anni, per molti anni agonista di prima categoria in competizioni nazionali ed internazionali per il c.c. Irno Salerno, ci porta con se sui relitti della Campania.

 


 

 

Quali sono le migliori località per la pesca in apnea nella tua regione e perchè?

Beh, un tempo ti avrei risposto punta licosa ma recentemente è diventata area marina protetta tuttavia ci sono delle altre località che regalano bellissime emozioni sia per le prede che per la bellezza dei fondali e sono Acciaroli e Marina di Pisciotta.

 

 

Che tipo di fondale e che tipo di prede più comunemente vi troviamo?

Entrambe le località, che distano tra loro poco più di 30km, sono caratterizzate da grotto esteso. Vi sono bei fondali a tutte le profondità, ma non vi sono pareti a picco, tuttavia la zona di grotto si estende verso il largo quindi è possiibile pescare su diverse batimetriche.

Questo tipo di fondale si presta bene all'incontro con diverse tipologie di prede che vanno dalla spigola al dentice.

Quali techniche secondo te sono piu adatte ad insidiare queste prede?

Le tecniche di pesca sono tutte valide, ma è ovvio che se vuoi pescare in caduta ti devi spingere a largo, conviene sempre usare il fucile lungo, anche in poca acqua, perchè non è difficile incontrare dentici grossi o ricciole che inseguono i cefali.

 

Che tipo di condizioni le caratterizzano generalmente?

Di solito troverete acqua limpida e assenza di corrente, quando è torbida comunque, una decina di metri di visibilità vi sono sempre. In entrambe le zone non vi è la stretta necessità di un mezzo nautico per praticare una pesca proficua e se si decide di trattenersi per un soggiorno di pesca la costa è disseminata di strutture ricettive praticamente sul mare.

Ho una grande passione per i relitti e la pesca su di essi, dove bisogna scendere per trovarli in Campania?

Per quanto riguarda i relitti, ci dobbiamo spostare di circa 30km a nord di Acciaroli, destinazione Agropoli e Paestum, due località distanti 10km tra loro. Li in seguito ad uno sbarco particolarmente cruento avvenuto durante la seconda guerra mondiale si trovano oltre 20 relitti adagiati su un fondo di sabbia e fango molto distanziati tra loro.

Su che batimetriche generalmente li troviamo e di che tipo sono? Sono ancora intatti o sono per lo più un ammasso di ferraglie informi?

I relitti sono ancora intatti per lo più si tratta di piccoli mezzi da sbarco ma ci sono anche alcuni aerei e carri armati e generalmente sono situati ad una profondità media di 20 metri. Per fortuna poi sono quasi tutti sgobri da reti che spesso avvolgono i relitti più vecchi in altre zone.

Che tipo di prede vi troviamo?

Beh dipende dal periodo, ad esempio in estate ci si trovano orate che vanno tra i cinque e i nove kg (come quelle che vedsete in foto) mentre le cernie di sabbia vi sono tutto l'hanno ed arrivano fino ai 20 kg, nel periodo di giugno vi puoi trovare spigole fino ai 9 kg e ricciole oltre i 30kg. Da ottobre invece, sono infestati da ricciole piccole che restano fino a fine novembre, prima di ottobre sono addirittura al di sotto del kilo e vengono decimate dai pescatori a traina.

Ci sono restrizioni da parte della capitaneria sulla pesca sui relitti?

Beh tecnicamente no, visto che io personalmente ne ho scoperti una ventina e ne sono ufficialmente segnalati sulle carte solo 3 o 4.

Un'ultima domanda, hai dei progetti relativi alla tua attività di pescatore in apnea in cantiere per il momento?

Si, dopo un certo periodo d'inattività che mi ero imposto in seguito a delle scelte della federazione che riguardavo il sistema di attribuzione punti e gli spostamenti con gommone a settembre ho deciso di riavvicinarmi al mondo dell'agonismo!

 

Giuseppe Tortorella

 

 

PESCA IN APNEA IN BRETAGNA

PESCA IN APNEA IN BRETAGNA

LA SPIGOLA BRETONE DI JEAN-YVES GISLAIS

 


 

 

GISLAIS Jean-Yves,

52 anni, vanta un’esperienza trentennale assidua nella pesca in apnea. Specialità: pesca alla spigola all’aspetto.

Zona di pesca: Quiberon nella Bretagna del sud.


 

 

In 30 anni di pratica, mi sono specializzato nella pesca alla spigola all’aspetto. Pesco principalmente nella Bretagna sud, più precisamente a largo delle coste del Morbihan ed anche nella Manica in misura minore.

M’immergo a largo della penisola di Quiberon, davanti alle isole di Hoédic, Houat e Belle Ile, (vedi carta nautica).

I fondali variano tra 2 e 25 m a seconda delle zone. A Hoédic vanno da 2 a 22m, a Houat da 2 a 28m e a Belle Ile da 2 a 35m. Belle ile e Houat sono caratterizzate da forti correnti mentre a Hoédic situata a 25 km da Quiberon, le correnti cono più deboli.

I fondali in queste zone variano anche in tipologia, sabbia e roccia, piattaforme rocciose coperte da laminarie e sargassi, secche coperte di cozze e pouces-pied (crostacei atlantici) e isolotti multipli .....

Apprezzo moltissimo tuttavia le calde e cristalline acque del Mediterraneo, cosi come i suoi meravigliosi pesci come il dentice. Ho poi iniziato ad utilizzare una fotocamera montata sotto il fucile per immortalare e condividere con più persone le mie emozioni e la mia passione, i video sono visibili cliccando QUI.

 

In che periodo peschi e come si svolge la tua stagione?

Dalla metà di marzo fino alla fine di novembre di solito, ma l’inizio di stagione non è mai ricco di spigole. E’ per questa ragione che in questo periodo faccio pratica sui saraghi. Quest’ultimo infatti, al contrario delle spigole, resta onnipresente per quasi tutto l’anno, nonostante l’acqua fredda dell’inverno.

In merito alla spigola, la sua quasi totale sparizione dai fondali più bassi durante la stagione fredda, è dovuta alla temperatura molto bassa  che si può rilevare in inverno in Bretagna. La spigola preferisce per la riproduzione annuale le acque più temperate delle grandi profondità, a largo di Belle Ile. (il colmo è che è proprio in questo periodo che si fa lo strascico, che minaccia gravemente la risorsa)

Durante il mese di aprile, quando la temperatura dell’acqua risale, si può assistere alle prime risalite delle spigole dai fondali più profondi. Questa risalita ha luogo generalmente quando le condizioni climatiche sono ottimali.

Dopo qualche giornata calda, in assenza di vento la spigola fa la sua apparizione, certamente nervosa all’inizio resta con maggiore regolarità in fondali tra i 18 e i 20mt fino alla fine di maggio, metà giugno, in base alla temperatura dell’acqua. Al di sotto di 12 gradi, la risalita è timida, al di sopra di 15 la risalita diventa effettiva, quindi maggiore sarà la temperatura e più spigole troveremo in acque basse.

Certamente le condizioni climatiche, la luna e i coefficienti di marea giocano un ruolo determinante sulla profondità alla quale troviamo il pesce e anche sulla presenza stessa di quest’ultimo.

A largo di Quiberon, da giugno, il pesce s’insedia praticamente a tutte le profondità anche in poca acqua. I grossi esemplari amano nuotare in due metri d’acqua tra le lingue di sabbia riscaldati dal calore del sole o sotto i sargassi.

Io preferisco pescare la spigola in acque più profonde, tra i 12 e i 22m, Luglio generalmente è un mese ideale mentre agosto è meno generoso in termini di pesce visto l’affollamento sopra e sotto la superficie… la stagione turistica obbliga a scendere più in profondità.

Occorrerà attendere il ritorno della calma alla fine di agosto per incontrare regolarmente la spigola a profondità minori.

D’altro canto il ritorno delle orate tra gli allevamenti di cozze, un momento molto atteso da molti pescatori locali, ha luogo proprio nello stesso periodo, tuttavia settembre e ottobre sono dei mesi soggetti ai capricci del tempo e l’atlantico qui non è come il Mediterraneo.

Se l'autunno inoltrato è bello e la temperatura dell’acqua è elevata, numerosi branchi di passo possono stabilirsi per qualche giorno in più nella zona di Quiberon, come si dice bisogna stare li al momento buono…

Novembre può essere soggetto a forti venti in alcuni anni e ciò può chiaramente limitare la pratica del nostro sport…in più il pesce si comincia a riunire in branchi in acque più profonde, tuttavia si possono trovare in tana dei grossi esemplari ritardatari.

 

 

Quali tecniche e quali attrezzature usi per la pesca alla spigola?

Pesco principalmente all’aspetto e uso la tecnica del paperino attaccato al gommone, il vantaggio di quest’ultima è di poter perlustrare zone interessanti senza troppi sforzi e in maniera molto discreta.

Questa tecnica inoltre aumenta considerevolmente le possibilità di restare in contatto con il pesce durante tutto il suo tragitto. Nel caso s’intani evito di sparare all’interno, preferisco piuttosto farlo uscire con la tecnica dell’agguato in modo da praticare una buona gestione delle tane a lungo termine.

Per la pesca della spigola all’aspetto utilizzo un arbalete 100cm  con asta da 115cm di lunghezza e 6.5mm di diametro, aletta lunga e mulinello (indispensabile) con 35mt di filo. Utilizzo questa configurazione sia in acqua limpida che torbida! E’ il vantaggio di un’asta corta che permette anche la pesca in tana

E’ evidente che non ci sono solo spigole in Bretagna ma anche cefali, orate, merluzzi, vieilles e altre specie di pesci locali che accompagneranno le vostre immersioni

 

 

 

Gislais Jean Yves

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