PESCA IN APNEA IN PUGLIA - BARI
SPEARFISHING IN PUGLIA - BARI SOUTH EAST OF ITALY
As you can easily understand, spearfishing in Northern Atlantic is far different from spearfishing in the mediterranean sea. It’s not only about tides, weather and fish species but also about different spearfishing techniques related to different fish habits.
In the wintertime the most profitable technique is crawling in shallow waters in search of sea basses while in the summer / fall time you should use the waiting technique for red snappers and gilthead breams. In the summertime it is very important to know the area you spearfish in because of the presence of a distinct thermocline at about 13/16mts. This implies very often two things: visibility above the thermocline is dramatically different from the one below (it might be worse or better according to the currents) and fishes tend to group in warmer water so diving in deeper waters might be useless. A 7mm tailored made wetsuit is a good option for the wintertime while in August / September a 3mm one is mandatory! During all the rest of the year you can use a 5mm wetsuit. In regards to the spearguns in the wintertime a 80cm railgun is the most versatile one for the kind of fishing you can do, in the summertime instead, a 110cm double roller railgun or a 110cm double band speargun is mandatory for great catches.
PESCA IN APNEA IN FRANCIA
PESCA IN APNEA IN FRANCIA CON IL TEAM EMERALD WATER IN NORMANDIE
La costa dell’alta Normandia chiamata anche Costa d'Alabastro prende il nome dal colore bianco delle scogliere di gesso che si affacciano sull’Havre fino a Tréport per 130 km. Quando si parla di pesca in apnea in Normandia, si pensa principalmente alla pesca sui relitti dello sbarco ma ciò avviene raramente in questo settore così imponente e ancora così interessante che offre uno scenario mozzafiato. Lungi dall'essere docile, questa costa deve essere domata, qui è la natura che detta legge: vento, forti correnti, maree capricciose e meteo, siamo ben lontani dalla visione idilliaca della pesca in apnea nonostante questa sia una delle regioni più pescose della Francia per chi sa come pescare. Prima di considerare qualsiasi cosa, è bene sapere che la visibilità è in media di circa 3 metri, ed a volte, ed è molto raro, supera i 6 metri. Dimenticate i vostri lunghi arbaletes qui il vostro compagno più fedele sarà un buon 75 o un 90, e non trascurate la temperatura dell'acqua. All'inizio della stagione, e fino a giugno è nelle acque ad una decina di gradi che dovrete immergervi, una buona 7 millimetri è obbligatoria anche se io personalmente uso un pantalone da cinque millimetri che mi offre un comfort migliore. A seguire fino ad ottobre, quando le belle giornate sono ancora frequenti e la temperatura dell'acqua è intorno ai 15/20 °C una muta da 5 millimetri sarà l'ideale. Se ne avrete bisogno, a Le Havre potrete trovare supporto nel negozio Nemo-Bigship (3 quai Casimir Delavigne. 76600 Le Havre) del mio amico Eric, che offre una vasta gamma di attrezzature per la pesca in apnea.
Come detto in precedenza, la zona è molto esposta alla corrente di marea, ed è fondamentale conoscere questo fattore, in primo luogo per la sicurezza, ma anche perché determina la presenza di pesce. La marea forma una più o meno violenta corrente in relazione ai coefficienti e agli orari. Una cosa è certa, in nessun caso dovete tentare di nuotare contro corrente, si rischia l’affaticamento e di conseguenza l'incidente. I movimenti delle maree sono paralleli alla costa: Marea montante: la corrente va da ovest a est Marea calante: la corrente va da est a ovest Come avrete intuito qui si pesca in corrente. Mai immergersi senza la conoscenza degli orari marea. Mettete in conto di pescare sui dei punti che vi permettano di entrare in acqua facilmente e di uscirne con uguale semplicità. I periodi migliori per la pesca sono generalmente due ore prima della scaduta di alta marea o due ore prima della fine di bassa marea. Per la vostra sicurezza, vi consiglio l'uso di una plancetta che vi renda perfettamente visibili dalle imbarcazioni e di riposare quando siete stanchi. In questo settore, la regina è chiaramente la spigola, ma la fauna è ricca e variegata: marvizzi, cefali, tanute, palombi, pesci piatti Pollack, merluzzi, gronchi, senza dimenticare i molti crostacei come le aragoste, i granchi con i quali s’impiegano diversi tipi di pesca e che garantiscono un delizioso pasto! Le tecniche utilizzate sono molteplici, anche se mi piace andare a pesca di spigole all’aspetto, potrete tranquillamente pescare in tana nonostante l’agguato sia spesso fruttuosa come tecnica specie quando la visibilità è ridotta.
Il momento migliore resta l'estate quando l'acqua è più calda e spesso più limpida ed è in questo periodo che si fanno delle pescate di spigole. La stagione inizia ad aprile e termina ai primi di dicembre. Per trovare i pesci diverse opzioni sono a vostra disposizione a seconda degli orari di marea che si scelgono. Con una marea montante o alta il pesce si recherà in cerca di cibo e aumenterà le possibilità di avvistamento in acque poco profonde, spesso ai piedi di cadute rocciose, nelle lingue di sabbia o ciottoli oppure in aree di posidonia. I mitili invece attirano la tanuta quando la marea è alta. Quando la marea scende il pesce lascia la costa ed è nelle tane sotto lastroni ben esposti alla corrente che dovremo cercarlo. Naturalmente l’aspetto sarà sempre un'opzione fruttuosa in zone più profonde ed esposte alla corrente.
LA ZONE D’ETIGUES Percorso di 4 h00 Difficoltà: media Max Profondità: 15 m Coefficiente consigliato: 40-60 Zona esposta alla corrente Plancetta obbligatoria
Con un facile accesso da Etretat, l’insenatura d’Etigues offre un'alternativa “selvaggia”. Arrivando c'è un parcheggio molto carino, ma vi consiglio di non lasciare nulla in vista né di lasciare oggetti di valore. Un altro dettaglio importante è che vi trovate in fondo ad un’insenatura dove le reti telefoniche non prendono, pensateci! Ad Etigues avete due opzioni secondo gli orari delle maree. Vi parlerò della mia preferita con la quale potrete veramente sfruttare la zona: la marea calante. Dovrete pescare in corrente lungo il percorso, per poi rientrare con la scaduta quando la corrente spingerà nel senso opposto. Potrete scegliere l’ingresso in acqua alla seconda ora di scaduta e una volta sulla spiaggia di ciottoli vi dovrete allontanare di circa 400/500 metri alla ricerca di un fondo fatto di pietre e sabbia ad una profondità di 12 metri circa. Potrete orientarvi considerando le nasse dei pescatori (dalle quali vi dovrete tenere ad una distanza minima di 100 metri). Qui si incontrano marvizzi che nuotano liberi ed alcuni sono anche di bella taglia, così come le spigole che sono presenti nelle fenditure tra le rocce e nelle lingue di sabbia. È possibile incontrare dei branchi di pollack ma non sono molto grandi e raramente superano il chilo. La tecnica che prediligo è un mix di agguato e aspetto che mi permette di portare a tiro dei bei pesci! Siate vigili e non dimenticate di curiosare sotto le rocce alla ricerca di aragoste, molto numerose in questa regione, e la cui cattura deve essere eseguita solo a mano, infatti è vietato spararle e la dimensione minima di cattura è 8.7 cm.
La prima parte del percorso si svolge quindi al largo dove dovrete essere vigili poiché ci sono molte imbarcazioni. Non allontanatevi mai più di 10 metri dalla boa. Quando siete in corrente vi sconsiglio di ancorare il pallone perché rischiate di non riuscire a raggiungerlo una volta risaliti in superficie. E’ meglio tenerla legata con una trentina di metri in modo che sia sempre facile recuperarla. Tenete come riferimento le pietre piu grosse ed isolate per incontrare le grosse spigole che frequentano questa zona esposta alle correnti. Una volta alla fine del percorso vi troverete di fronte ad una vecchia insenatura (insenatura del Curé) e di solito vi ci troverete al momento della scaduta. E’ quello il momento giusto per riavvicinarsi alla costa ed incominciare il rientro. Quando la corrente monta nuovamente il pesce tenderà a rimettersi in caccia e a riavvicinarsi alla costa. E’ allora che dovrete puntare alle franate rocciose a poca profondità. L’aspetto insieme all’agguato è la tecnica ideale in queste situazioni.
Piccola storia sulla zona: Le condizioni di questo agosto sono ottimali, fa caldo, non c'è vento da due giorni e la visibilità sulla zona è molto buona. Mi allargo all’inizio della discesa alla ricerca di grosse pietre isolate e di spigole. Posizionato di fronte al corrente alla base di una risalita, vedo arrivare una spigola molto furtiva, mi sposto di pochi metri all’agguato e faccio nuovamente alcuni secondi di aspetto. E’ in questo momento che sopraggiungono due belle spigolone, lascio passare la prima e allineo il fucile sulla seconda. Il colpo è perfetto e ritorno in superficie con un esemplare di 6,5 kg!
Non dimenticate che la zona è veramente difficile, quindi non uscite mai da soli ma fatevi accompagnare da qualcuno del posto. Se desiderate qualsivoglia tipo d’informazione non esitate a contattarmi sulla mia pagina Facebook Emerald Water
Franck Julien
PESCA IN APNEA IN INDONESIA
PESCA IN APNEA IN INDONESIA DINOSAURE PRODUCTION
E 'nel nord-ovest della Francia, vicino alle acque agitate e fredde della Normandia che nasce il progetto di questo viaggio. Didier conosce bene l'Indonesia. Ci naviga ormai da molti anni. Ha organizzato questa crociera ed è già sul posto da un mese quando il resto del gruppo arriva. Un breve volo interno ci lascia sull'isola di Flores, dove ci aspetta la barca. Verso sud ... a Sumba!
Sumba non è solo un altra isola indonesiana, no ... è per lo più un altro mondo. Un mondo diviso tra modernità vorace e tradizione feroce. Un universo che non può essere visitato come in un bel safari, ma che si deve vivere come una esperienza privilegiata.
Sumba è ostile! La maggior parte delle sue coste è sormontata da scogliere. In acqua, delle ripide cadute mostrano il segno di una tormentata storia geologica ... cio che sarà la nostra felicità. All'interno, la parte orientale è particolarmente arida. La parte occidentale è molto più piovosa, questo è anche il luogo dove si trovano i più bei villaggi tradizionali. Un'isola dimenticata, selvaggia, misteriosa ... tutto quello che ci piace. Questo profumo d’avventura ci accompagnerà per tutta la nostra crociera sul Cahaya Mandiri (luce solitaria), una goletta tradizionale di 26 metri di lunghezza che permetterà di unire la storia alla nostra passione. E quale posto migliore del Timor per farlo!
Situata tra Filippine, Australia e Papua, la refione di Timor è il centro del triangolo del corallo, e coinvolge la più grande biodiversità del pianeta. Gli esperti concordano sul fatto che, dopo l'era glaciale gran parte della vita marina non sarebbe sopravvissuta che in questa parte del mondo, e che da qui si è successivamente ri-sviluppata in tutto il mondo. Timor, Rote, Savu e Sumba si trovano così al centro di questa culla della vita e ci offrono un parco giochi ideale per fae della buona pesca in apnea.
Abbiamo navigato tutta la notte su questa bella barca arredata in modo confortevole. L'equipaggio è composto da 6 persone al nostro servizio e il cuoco si è già adoperato per risvegliare le nostre papille gustative. Abbiamo abbandonato le cabine per dormire sul ponte, sotto le stelle. Il sole sorge, siamo arrivati al primo punto a nord di Sumba. Davanti a noi, un infinita e bellissima spiaggia bianca. Nessuna casa, non ci sono strade, solo dei delfini intorno alla barca. I pesci in caccia attirano il nostro sguardo, l’acqua ribolle. Julien, la nostra guida, inizia un briefing sulla sicurezza. La pesca si svolgerà obbligatoriamente a coppie, un fucile per due pescatori. Un secondo e più piccolo fucile sarà dato al pescatore in superficie solo per ragioni di sicurezza o per doppiare il pesce. Secondo il tipo di fondale i fucili saranno dotati o di mulinello, o con il sistema brake away con sagola galleggiante, bunjee e boa. Si parte quindi…iniziamo sotto costa a 10m di profondità e visibilità eccellente, coralli e colori molto vivi!
Appena nell’acqua ci accorgiamo che la corrente è forte ma il pesce c’è e non sappiamo più dove guardare. Come ogni volta ai primi tuffi la mano trema e siamo nervosi. Vogliamo un combattimento perciò ci siamo messi d’accordo e prenderemo solo grossi pesci. Abbiamo deciso di limitare il numero di prede per specie. Una volta preso un pesce di un tipo passiamo ad un altro… lasceremo passare quindi molto pesce. Tutti i pesci della bariera sono la dal più piccolo al più grande, pesci pappagallo, banchi di barracuda, cernie, wahoo, e per il piacere degli occhi delle tartarughe, delle razze di differente specie compresa la regina Manta. C’è tanta mangianza ma niente di grosso tranne i pesci pappagallo che si prendono gioco di noi. Sono in branco, da 5 a 10 esemplari, ma molto diffidenti e il nascondino dura molto chiaramente a loro vantaggio. Incrociamo dei wahoo di media taglia e Phil incontrerà la sola lampuga della vacanza. Niente tiri ancora, non importa, prepariamo le nostre apnee per cio che ancora ci aspetta.
Questa prima mattinata è un rodaggio perfetto. Prendiamo i nostri riferimenti e ci prepariamo a dei nuovi incontri. Ritorniamo alla barca mangiamo un po e poi una piccola siesta prima del secondo round della giornata. Metà pomeriggio, secondo punto, ci dividiamo in tre coppie più mathias come operatore. L’acqua è chiara e ci ritroviamo sul bordo di una scarpata sottomarina. Bisogna fare attenzione alla risacca che tende a gettarci sugli scogli. Le condizioni non sono ottimali e siamo sballottati da una corrente molto forte. C’è un primo passaggio situato a 10 metri lungo la parete, seguito da un secondo che termina su una caduta profonda. Fa paura è blu intenso e da quasi le vertigini, infatti va da 20 a 300metri… Sappiamo che dei mostri possono uscire da questi abissi in ogni momento. Cerchiamo di essere discreti e di non farci notare dai pesci. Siamo motivati. Lungo la scarpata ci sono dei grossi banchi di pesci chirurgo, e sono nervosi…anche noi.
Sono le 17, la luce è bassa, siamo ancora più concentrati perché sappiamo che questo è il momento migliore della giornata. Sono le ultime apnee. Seb è all’aspetto sul bordo del passaggio, con lo sguardo verso il blu e vede finalmente il suo primo tonno dente di cane. Il tiro è scoccato e parte forte. Fatica a trattenere la sagola, il tonno tira violentemente. Chiama il barcaiolo in aiuto, ma lui si è già diretto verso Gerald. Urla, non si capisce. Allo stesso tempo Didier combatte proprio di fianco. Ha sparato una grossa cernia di circa 20kg (la prima asta storta per lui). Seb riesce a recuperare la sua preda e si riunisce al gruppo. Ritrova Gerald con un gran sorriso e con una GT di 30kili e Phil con un carangide di 10kili. In 5 minuti 4 tiri: Un tonno, un ignobilis, un carangide e una cernia! Che bella fine di giornata!
Siamo già appagati da questa giornata e il resto non può che essere un extra. Dopo due giorni fruttuosi decidiamo di far rotta a sud est dell’isola. Il tragitto è movimentato,le onde sono grandi, il vento forte e una tempesta riporta tutti in cabina. Ci dirigiamo verso una secca in mare aperto di cui non sappiamo molto ma sembra promettente. Ci sono 15 metri di fondo e giù è pieno di corallo. L’acqua è tuchese e la forza della corrente ci spinge ad anticipare le discese per atterrare sulle teste di corallo. E’ il regno dei red snappers, aprion, barracuda e altri carangidi. Phil catturerà due bei red snapper e molto del pescato sarà dato ai pescatori locali. Il giorno seguente sarà dedicato ad una escursione terrestre: scoprire i famosi villaggi di Sumba. Prendiamo allora un Biskayu, un camion locale per il trasporto dei passeggeri e ci addentriamo nell’isola. La popolazione è accogliente, i bambini curiosi, gli anziani masticano del Betel che gli spacca le gengive. Il betel secondo le credenze locali dona loro forza e protezione dalle malattie. E’ soprattutto una droga eccitante che da sazietà.
I villaggi sono incredibili e sembrano venire direttamente da un’altra epoca. Sono magnifici con le loro capanne sormontate da un tetto molto alto fatto di foglie. Ovunque delle grosse pietre tombali occupano il suolo. Le persone piu ricche hanno le pietre più pesanti che spesso necessitano di 200 persone per essere sollevate. La vegetazione è lussureggiante, l’umidità incredibile e le risiere donano un tocco di colore a questo paesaggio tropicale. E’ tempo di ritornare a bordo e dirigersi verso il sud dell’isola. Qualche isolotto a largo ci fa scoprire dei nuovi fondali. Siamo sulla scogliera, sulla cresta di un’onda frequentata da surfisti e ci immergiamo in un impressionante dedalo di canyons dove il pesce brulica. La giornata di pesca si concluderà con la cattura di aragoste in pochi metri d’acqua. I giorni passano e la fine della vacanza si avvicina. Risaliamo verso nord e facciamo tappa due giorni sul primo punto di ancoraggio. Qualche bel pesce catturato ma non ancora IL pesce…..
Didier si piazza all’aspetto sui 15metri sul bordo della scarpata. D’un tratto la sua attenzione è attirata verso sinistra. Un’enorme massa scura si dirige verso di lui. E’ un enorme tonno dente di cane. Rallenta davanti a lui, accenna a rigirarsi lanciandogli un’ultima occhiata e mostrandogli il fianco. Tira e lo prende in piena colonna vertebrale. Tenta la fuga ma accusa troppo il colpo. Lentamente verrà riportato in superficie, è enorme! E’ l’euforia nella squadra. Issato a bordo e pesato, dichiarerà 77kili per 174cm di lunghezza. Il pesce tanto sognato sarà dato ai pescatori locali. Questa fantastica crociera volge al termine. Il mare di Savu ci ha conquistati. La bellezza dei paesaggi, la ricchezza dei fondali, la gentilezza dei locali ci farà tornare, è sicuro! Questa avventura è stata organizzata da SeaQuest Adventure.
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http://www.seaquest-adventure.com/fr
scritto da Didier Rives
PESCA IN APNEA IN IRLANDA
PESCA IN APNEA IN IRLANDA NELLA REGIONE DEL KERRY CON NIK & RAFAL
I luoghi
Ci troviamo nel sud ovest dell’Irlanda nella regione del Kerry. I nostri punti di pesca si trovano nel Iveragh e nella penisola di Dingle. Io (Nik) ho incominciato otto anni fa appunto portando tutta la mia attrezzatura dalla Grecia. Ho iniziato pescando intorno agli estuari dei fiumi in cerca di “pesci piatti” e successivamente mi sono immerso in punti piu profondi lungo la costa.
Popolarità della Pesca in apnea
Quest’attività sta nuovamente prendendo piede ma molto lentamente. C’è stato un incremento nel numero di praticanti regolari, direi tuttavia che l’accettazione di questa pratica era sostanzialmente inesistente quando ho iniziato e probabilmente per una carenza d’informazione. Cerchiamo di promuovere la sostenibilità della pesca in apnea e il riscontro che abbiamo è buono, vogliamo infatti farla conoscere ad un numero sempre maggiore nei prossimi anni.
Negozi specializzati
Sfortunatamente tutta l’attrezzatura deve essere ordinate dall’Europa continentale o attraverso siti web italiani, spagnoli, inglesi o greci.
Caratteristiche del fondale
Si inizia spesso con lunghe lingue di sabbia che terminano su fondale roccioso e praterie di kelp (alga locale). La costa può essere rocciosa e caratterizzata da ripide franate che muoiono su zone di sabbia o su fondali ricoperti di massoni caduti appunto dalle scogliere.
Visibilità
La visibilità può variare molto e sulla base di molti fattori va da un minimo di 2 metri ad un Massimo di 10. Ogni punto è chiaramente differente dall’altro e occorre considerare variabili come vento, maree, pioggia, correnti ecc per evitare sorprese.
Temperatura
La temperatura dell’acqua va dai 5-8 gradi invernali ai 15-17 gradi dell’estate.
Correnti
Visto che viviamo su un isola dell’oceano Atlantico è facile considerare di dover incontrare correnti. Occorre prestare particolare attenzione agli estuari dove le maree tendono a salire e scendere improvvisamente. Grossi frangenti sono frequenti lungo le coste dell’Irlanda occidentale e hanno una tremenda potenza.
Meteo & stagioni
Come è facile immaginare il tempo cambia repentinamente e la pioggia è molto frequente. La stagione di pesca parte ad aprile per terminare alla fine di ottobre.
Specie
La cattura più comune è il merluzzo nero (Pollock). Ultimamente si trovano molti branchi di spigole poichè è un pesce che non oggetto della locale Pesca commerciale. Tra le altre specie si possono incontrare tutti i tipi di pesce piatto, i pesci balestra e occasionalmente la diffidente orata.
Leggi locali
Tenete presente che si possono catturare solo due esemplari di spigola per persona al giorno e dal 15 maggio sino al 15 giugno ne è vietata la pesca. Infine non si possono sparare ne salmoni ne le trote di mare.
Tecniche
A seconda del pesce che si vuole insidiare chiaramente la tecnica cambia: La spigola si trova generalmente in acqua molto bassa specie durante l’estate e per insidiarla consiglio l’agguato. Per il merluzzo va altrettanto bene l’agguato ma fate attenzione al tempo delle vostre apnee perchè gli esemplari più grossi arrivano sempre verso la fine dell’aria. Avvicinarsi molto lentamente a questo tipo di pesce è sicuramente produttivo.
Racconto personale
Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci attraverso il nostro sito web.
Nik Nomikos e Rafal Napierala
DVD INTEGRALE: IN APNEA SUL RELITTO DI TORRE VADO
DVD INTEGRALE: IN APNEA SUL RELITTO DI TORRE VADO TEVFIK KAPTAIN 1
Fortunatamente l’affondamento non ha causato vittime tra i sei uomini dell’equipaggio e si è sviluppato a cavallo di due giorni proprio nelle acque antistanti il caratteristico borgo marinaro di Torre Vado. La nave ora giace in perfetto assetto di navigazione su un fondale di grotto basso intervallato da piccole chiazze di sabbia ad una profondità di 22/24mt. Il relitto dista circa 600mt dalla costa e si impiegano più o meno 20 minuti a pinne per raggiungerlo dalla riva. Una volta giunti sulla verticale del relitto è possibile, in qualsiasi condizione di visibilità, scorgere dalla superficie almeno la gru di carico e le strutture più alte del ponte di comando. Vista l’ubicazione del relitto e le caratteristiche del fondale è sconsigliato immergersi quando spira vento di scirocco in quanto la visibilità risulterebbe compromessa e potrebbe risultare difficoltoso il rientro a terra se si va a nuoto.
E’ da sottolineare che per chi è abituato ad immergersi lungo la costa di Bari, un’immersione nel torbido a Torre Vado potrebbe essere vista come un tuffo in Costa Smeralda ma è assolutamente da non prendere in considerazione l’ispezione di un relitto in queste condizioni, perciò se volete visitarlo guardate bene le previsioni!
A circa tre metri dal timone ci sono delle scale che portano al corridoio del ponte inferiore ove sono ubicate ad una profondità di 15mt due cabine utilizzate dall’equipaggio per consumare i pasti.
Uscendo da queste cabine ci si ritrova su un suggestivo corridoio coperto che porta alle stive (17metri). Se si prosegue allo scoperto lungo lo scafo dopo qualche decina di metri si giunge alla gru di carico sotto la quale vi sono altre cabine. Due cose da non perdere assolutamente sono la prua (che ha ancora una delle due ancore su) e le eliche ad una profondità di 22/24metri. L’intera struttura è coperta da ostriche di tutte le dimensioni ed è costantemente frequentato da branchi numerosissimi di barracuda e saraghi che abituati alla presenza dell’uomo si avvicinano senza timori. Se si ha un po’ di fortuna è possibile incontrare dei dotti di media dimensione e delle cernie e durante il periodo di passo delle ricciole. Clicca sul video qui sotto per vedere il trailer del DVD realizzato sul relitto con fantastiche immagini delle immersioni effettuate in apnea a giugno e a luglio del 2009.
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